domenica 8 gennaio 2012

Storia italiana, ricchezza dell'umanità.

Il patrimonio alrcheologico del nostro Paese costituisce il 40% di quello mondiale, ma noi non solo non ce ne rendiamo conto ma lo trascuriamo.

Quando si parla di beni artistici e archeologici, troppo spesso noi italiani dimentichiamo che questo immenso patrimonio non è solo il nostro oro nero ma rappresenta ciò che siamo.
Se capissimo questo forse impareremmo anche a preservare tale ricchezza, considerando che in questo momento la tutela fa acqua da tutte le parti. Tra crolli e allagamenti di siti riconosciuti come Patrimonio dell'umanità dalla Domus Aurea a Pompei abbiamo perso qualcosa di inestimabile che il mondo intero ci invidia.
Del resto ciò è facilmente prevedibile se si pensa che in Italia non è riconosciuta la figura professionale dell'archeologo. Sono nati corsi universitari collegati alla tutela e conservazione dei beni culturali ma siamo ancora sprovvisti di un albo e un tariffario, nonostante il percorso di studi per arrivare alla qualifica sia lungo e complesso.
Dopo i tagli dell'ultima Finanziaria Tremonti le Soprintendenze non hanno nemmeno più i soldi per tagliare l'erba nei siti e hanno persino tolto i rimborsi benzina per i sopralluoghi (che potrebbero anche servire per presidiare il nostro territorio e prevenire il rischio idrogeologico).

Del nostro patrimonio archeologico fanno parte alcuni siti di fama mondiale, come il Colosseo e la Domus Aurea. Eppure anche luoghi eccezionali come questi, che attraggono milioni di visitatori ogni anno, non sono stati sottratti all'incuria e al degrado, come hanno dimostrato i crolli di Pompei.

La soluzione in molti casi è stata quella del commissionamento (modello d'intervento che ha suscitato molte polemiche), un rimedio che gli addetti ai lavori vedono come fumo negli occhi, perchè molto costoso e affidato a qualcuno che non ha le competenze tecniche e culturali necessarie.
Molto si potrebbe fare per valorizzare anche i siti "minori" (che a volte non sono nemmeno segnalati), spesso nemmeno visitabili a causa della carenza di personale(nemmeno su prenotazione).

Il nostro patrimonio va tutelato perchè è Nostro, ci racconta quello che siamo, si è salvato nei secoli fino ai giorni nostri e oggi rischiamo di mandarlo in malora. Il mio non è solo il discorso di un'amante della storia, ciò potrebbe portare una grandissima entrata monetaria derivante dal turismo se solo riuscissero ad organizzare e preservare meglio la situazione.

Nessun commento:

Posta un commento