Visualizzazione post con etichetta Film. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Film. Mostra tutti i post

martedì 19 giugno 2012

Marilyn Monroe

Lo so è tantissimo che non scrivo ma questo non è il solito post in cui vi spiego i motivi della mia assenza, vi aggiorno sulla mia vita, etc... non voglio annoiarvi...un blog che parla di storia è già considerato da molti abbastanza noioso ;P

Oggi vi parlo (un anch'io ci starebbe bene) di Marilyn Monroe! Non sono una sua fan accanita ma devo ammettere che come molti non riesco a rimanere indifferente davanti al fascino di questa Norma Jeane Baker, forse perchè sono un'amante degli anni 50/60', o perchè ammiro davvero come sia riuscita a reagire ad una vita che non è certo mai stata clemente nei suoi confronti.
Fatto sta che questo più di altri è il suo anno, grazie anche a Michelle Williams che l'ha (a mio avviso splendidamente) fatta rivivere sul grande schermo quest'anno.
Potrei scrivervi la sua biografia, parlandovi della sua travagliata infanzia dei suoi amori, della sua dipendenza da farmaci e alcol (che si acuì nell'ultimo periodo di vita, quando sotto il falso nome di Faye Miller si fece ricoverare volontariamente all'ospedale psichiatrico di New York). Ma visto che un po' tutti ormai conosciamo la sua storia vi racconterò un po' di curiosità (alcune bizzarre) che magari non tutti sanno.

Marilyn, a partire dai trent'anni, usò spesso come cura di bellezza per il viso uno spesso strato di vaselina, sebbene sconsigliata da alcuni conoscenti esperti di cosmesi, convinti che avrebbe soltanto agevolato la crescita sul viso di peli superflui. E avevano ragione. Se, infatti, si osservano attentamente alcune immagini dell'attrice in primo piano o di profilo, scattate negli ultimi anni della sua esistenza, si nota come sulle guance, all'altezza delle basette, le sia cresciuta un po' di peluria.


Marilyn fu proposta al principe Ranieri III di Monaco come possibile moglie. Lui poi sposò Grace Kelly, la cui fama si fuse con quella del principato stesso. Si narra che Ranieri avesse bisogno di una moglie famosa per "promuovere il principato" in tutto il mondo e dopo il rifiuto di Marilyn (prima candidata) optò per la Kelly.


Hugh Hefner ha acquistato una tomba accanto a quella di Marilyn per 85.000 dollari; l'altra tomba adiacente è stata venduta per 125.000 dollari. Non vi sono altre tombe disponibili accanto alla sua.


 Marilyn dovette indossare due paia di slip bianchi per girare la scena della grata della metropolitana in Quando la moglie è in vacanza. Una decisione presa dal gelosissimo marito Joe di Maggio per impedire alla folla di vedere troppo.

Pare che Marilyn Monroe, per mettere in risalto la propria andatura ancheggiante, calzasse scarpe con i tacchi di diversa altezza, tagliando un centimetro da un tacco di una delle due scarpe.

Secondo un'intervista rilasciata da un cameriere di un Hotel Marilyn passò una notte con Elvis Presley.

Tornando al film appena uscito, preferisco (per ora) non raccontarvi nulla, vi consiglio di vederlo perchè merita. Di seguito vi lascio il link per lo streaming:

http://videobeer.info/?id=20803

Se invece volete farvi 2 risate vi lascio il link della "biografia" di Marilyn su Nonciclopedia:

http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Marilyn_Monroe

Se invece volete vedere uno dei film da lei interpretati vi consiglio il mio preferito (e forse uno dei più famosi): A qualcuno piace caldo, del 1959 dove Jack Lemmon e Tony Curtis regalano allo spettatore un'interpretazione superba e divertente, surclassando Marilyn, a mio avviso, che rimane comunque magnifica.
Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al quattordicesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al ventiduesimo posto. Nel 2000 l'ha inserito al primo posto della classifica delle migliori cento commedie statunitensi. Nel 2005 la battuta «Well, nobody's perfect (Beh, nessuno è perfetto)» è stata inserita al quarantottesimo posto della classifica delle migliori cento battute del cinema statunitense.


Buona visione!




lunedì 5 dicembre 2011

Elisabetta d'Austria _Sissi_ (3)

Rieccomi con la conclusione della trilogia della principessa Elisabetta: Sissi, il destino di un'imperatrice.

Quest'ultimo film è quello che si allontana di più dalla realtà storica diventando più che altro un film rosa con scene create dal nulla per "sciogliere i cuori" degli spettatori.

La prima parte narra di una festa a Vienna durante la quale Francesco incontra dopo due anni Elena, la sorella di Sissi rifiutata da lui come sposa, che gli confessa che non potrà mai amare un altro uomo al di fuori di lui. Nello stesso momento Sissi è a una festa a Budapest, durante la quale il conte Andrassy dichiara a Sissi di essere innamorato di lei dal primo momento che l'ha vista. Queste due confessioni ricordano sia a Francesco che a Sissi quanto si amano veramente. Sissi riparte subito da Budapest e corre a Vienna dove, ritornata nelle braccia di Francesco, l'idillio del loro matrimonio continua più bello che mai.

Pura invenzione perchè Elena non ha mai rimpianto il mancato matrimonio con Francesco, anzi è sempre stata l'amica e la complice più fedele di Elisabetta: le due sorelle si amavano incondizionatamente.
Elena dopo il mancato matrimonio con Francesco Giuseppe all'età di 22 anni era quasi considerata una vecchia zitella e le speranze di trovarle marito si riducevano con il passare del tempo. Ludovica però si mise in azione per cercarle un buon partito prima che fosse troppo tardi puntando su Massimiliano Antonio principe ereditario di Thurn und Taxis. I genitori di Massimiliano, allettati dalla prospettiva di imparentarsi con l'imperatore, furono d'accordo per il matrimonio. Il re Massimiliano II di Baviera però, cugino di Elena, e capo della famiglia Wittelsbach, dissentì in quanto la famiglia Thurn und Taxis, sebbene ricca e di origini antiche, non era all'altezza dei Wittelsbach, di cui i duchi in Baviera erano un ramo collaterale. Elisabetta allora si sentì in dovere, dopo il tradimento fatto alla sorella, di intercedere in suo favore. Le due sorelle, in realtà, erano molto affezionate e già da tempo il loro rapporto era tornato sereno. L'imperatrice trovava in lei anche un'amica fidata con cui sfogare il proprio malcontento nei confronti della corte di Vienna e della suocera Sofia. Tra di loro parlavano sempre in inglese, una lingua incomprensibile per molti.

Il matrimonio di Elena con il principe ereditario di Thurn e Taxis (celebrato a Possenhofen il 24 agosto 1858) era molto più felice della triste esperienza di Sissi. Elena non ebbe proprio nessun motivo per rimpiangere Francesco. Per quanto riguarda il principe ungherese Andrassy invece la ricostruzione non è stata poi così fantasiosa, il fatto che avesse preso una cotta per Elisabetta era probabile, ma era altrettanto probabile che anche da parte di Elisabetta ci fosse molto più di una normale amicizia, pur non andando mai oltre un rapporto platonico. Il suo matrimonio con Francesco era da tempo in una profonda crisi e il giovane e affascinante conte ungherese aveva molto più in comune con Elisabetta del marito.

Dopo il ritorno di Elisabetta a Vienna il matrimonio fra i due era più solido che mai ma a turbare la quiete i primi sintomi di una grave malattia ai polmoni che colpisce Elisabetta. Il film suggerisce come possibile causa della malattia il fatto che una zingara aveva gettato per sbaglio un secchio di acqua fredda su Elisabetta.

Lo stato di Sissi peggiora sempre di più e i medici ritengono addirittura possibile una brutta fine per Sissi, consigliando come rimedio un soggiorno di cura all'isola di Madeira. Il soggiorno non porta a Sissi nessun giovamento e solo l'arrivo inaspettato della madre e le sue successive cure riescono a far guarire l'imperatrice.

La realtà fu ben diversa. Dopo sei anni il matrimonio di Sissi e Francesco era entrato in una grave crisi. La situazione politica era molto difficile per l'Austria, ma Francesco parlava di politica solo con la madre Sofia, mentre le proposte di Elisabetta non venivano neanche prese in considerazione il che rafforzò ulteriormente le tensioni tra Sofia e Sissi. L'imperatore cominciò a cercare consolazione da altre parti ed iniziarono a circolare voci sempre più insistenti sulle sue avventure amorose (alla corte le avventure galanti degli imperatori e degli altri uomini eccellenti erano sempre state tacitamente tollerate ed erano quasi una normalità).
Elisabetta invece non resse la situazione, aveva sempre avuto davanti agli occhi l'infelice matrimonio dei genitori e le scappatelle del padre e nonostante l'indiscutibile amore che provava per loro non condivideva la loro situazione e non voleva assolutamente vivere un matrimonio simile.

Le sue crisi di nervi divennero più frequenti e il suo stato di salute (soffrì di attacchi di tosse) peggiorò, rafforzato, oltre che dal suo stato psichico estremamente instabile, da tre gravidanze in quattro anni, dalle eccessive e molti stancanti cavalcate di Elisabetta e soprattutto dalle sue continue "cure della fame" che anticiparono i problemi di anoressia che avrebbero caratterizzati gli ultimi decenni della sua vita.

Dopo una grave lite con Francesco nel luglio del 1860 e dopo una prima fuga a Possenhofen, dalla quale tornò solo per il compleanno di Francesco un mese dopo, lo stato di salute di Elisabetta peggiorò ulteriormente. Uno dei medici di fiducia propose che, essendo in pericolo di vita, Elisabetta dovesse spostarsi subito in un clima più mite, cioè a Madeira. Ciò risultò a tutti piuttosto strano inquanto l'isola portoghese non era affatto conosciuta come località di cura per i problemi ai polmoni. In realtà, era Elisabetta che voleva andare a Madeira, probabilmente proprio per la lontananza da Vienna.

Già all'epoca c'erano molti che supponevano invece un'origine soprattutto psichica delle sue malattie, infatti dopo un lungo e faticoso viaggio di 3.000 km Elisabetta sbarcò da Lisbona per attraversare altri 1.000 km del tempestoso oceano atlantico, tutti i numerosi accompagnatori di Elisabetta stavano male, compresi i medici. L'unica che stava bene era proprio Elisabetta, dichiarata poco prima "in pericolo di vita"...

A Madeira Elisabetta dopo un po' soffrì più che altro di noia e sentì sempre di più la nostalgia per i figli rimasti in Austria. Furono i figli infatti l'unico motivo per cui fece ritorno pur ammettendo che "il primo tempo dopo il ritorno a Vienna non sarà per niente facile".

E infatti, non erano ancora passati quattro giorni nel solito ostile ambiente della corte che gli attacchi di tosse e di febbre di Elisabetta divennero di nuovo preoccupanti. Elisabetta chiuse di nuovo la porta della sua camera da letto e preparò la prossima fuga da Vienna questa volta all'isola greca di Corfù.

Nel film vediamo invece un Francesco Giuseppe molto coinvolto dalla malattia della moglie che segue da lontano ogni spostamento che l'imperatrice è costretta a fare per beneficiare di diversi climi costieri , mentre in realtà si limitò ad ordinare ai suoi ministri di mandarle ogni giorno un mazzo di rose rosse,mazzi che non arrivarono mai.

La conclusione del film è forse il pezzo di tutta la trilogia che più fa sorridere, Francesco deve recarsi nell'Italia settentrionale per dimostrare in prima persona il potere imperiale, contro lo spirito ribelle e anti-austriaco che si era diffuso tra Venezia e Milano. Il regista ha comunque inserito una scena che rispecchia la realtà rovinandola però con un finale melenso senza né significato né senso: Francesco e Elisabetta attraversano in barca il Canal Grande di Venezia e vengono accolti dai veneziani con gelida e silenziosa indifferenza. Infatti, il viaggio in Italia, nella realtà, finì con un nulla di fatto.

Essendo una pellicola cinematografica però la cosa deve concludersi bene...Per renderlo possibile il regista ha avuto una grandiosa idea: arrivati in Piazza San Marco Elisabetta e Francesco camminano verso la Basilica, circondati da una folla di gente sempre silenziosa e diffidente. All'improvviso appare, a sorpresa, la figlia che Elisabetta credeva ancora a Vienna. Elisabetta, sorpresa, la abbraccia affettuosamente e il cuore dei veneziani ribelli si scioglie. Dopo un primo grido "Evviva la mamma!" tutta la folla scoppia dall'entusiasmo e alla fine tutti si tolgono il cappello davanti alla coppia imperiale.

Dalla Basilica esce persino il Papa che sorride gentilmente a Francesco e Elisabetta e così, mentre si ascolta l'inno imperiale e tutti applaudono, il film finisce.

lunedì 21 novembre 2011

Elisabetta d'Austria _Sissi_ (2)

Rieccomi pronta a discutere il secondo film della trilogia sulla vita dell'imperatrice d'Austria: Sissi, la giovane imperatrice.

La seconda parte si allontana sempre di più dalle vicende reali trasformandosi in una romantica ed un po' tormentata storia d'amore in stile telefilm. Diventa quindi sempre più difficile seguire la cronologia della vita reale di Sissi che non si riesce a riconoscere molto nel personaggio della pellicola, rimane comunque anche questo un film piacevole da vedere nonostante le libertà che si è preso il regista.

Nei film viene descritto un Francesco Giuseppe buono e caritatevole. Nella prima pellicola quando gli viene chiesto di firmare un'ordinanza che prevede l'esecuzione immediata di 8 ribelli di Praga condannati a morte si rifiuta di firmare chiedendo tempo ("Alla fine si tratta della vita di otto giovani!"), cosa che nella realtà non ha mai esitato a fare anche per evitare di mettersi in contrasto con la madre. In questa seconda parte invece in occasione del suo matrimonio, ispirato da Elisabetta e contro la resistenza della corte e della madre, vuole e ottiene un'amnistia di tutti i nemici di stato, in particolare dei ribelli ungheresi.
L'amnistia è effettivamente un fatto accaduto ma non per via del buon cuore di Elisabetta o di Francesco Giuseppe, ma molto più semplicemente perchè in occasione di un matrimonio le amnistie erano una tradizione nella casa reale degli Asburgo. Del resto il giorno dopo le repressioni venivano riprese senza troppi turbamenti di coscienza.
Come vi avevo raccontato il promo film si conclude con il matrimonio e questo si apre con uno sdolcinato e melenso racconto della vita dei due piccioncini dipo il famoso "Lo voglio".
E' un vero e proprio idillio, quando sono insieme i due sprigionano una felicità incondizionata e persino l'ambasciatore austriaco in Francia deve aspettare alla porta dell'ufficio dell'imperatore finché i due non finiscono di baciarsi e abbracciarsi.
I due sviluppano una specie di complicità amorosa che aiuta Sissi a superare tutte le avversità della vita di corte (descritte sommariamente: il rigido protocollo, il marito molto occupato che ha troppo poco tempo per lei, la nostalgia per la Baviera e soprattutto l'intransigente suocera Sofia che non vede di buon occhio la spontaneità e la freschezza della giovanissima imperatrice). Francesco capisce i suoi problemi di adattamento ed è sempre dalla sua parte.

La realtà era ben diversa, come già vi ho accennato nel post precedente già giorni prima del matrimonio Elisabetta era turbata da innumerevoli preoccupazioni che via via si amplificarono portandola a soffrire di una forte depressione. Il marito non le stava poi così vicino come descritto, persino nelle due settimane della luna di miele era quasi sempre assente. Nelle prime settimane Elisabetta fu scossa da continue crisi di pianto e nel suo diario non scrisse soltanto poesie piene di nostalgia per la Baviera, come raccontato nel film, ma anche poesie in cui rimpiangeva il suo primo amore defunto che descriveva come "unico vero amore" della sua vita, svanito per sempre.

La depressione e strane malattie psicosomatiche che spesso i dottori facevano fatica a capire, la accompagnarono per tutta la vita e divennero un modo per esprimere la sua ribellione contro la corte di Vienna che odiò fin dal primo giorno. Sanissima in gioventù, cominciò a star male a contatto con l'ambiente della corte imperiale e per sopperire alle sue numerose crisi di nervi, si sottoponeva a diete drastiche e intensi esercizi di ginnastica (si ipotizza soffrisse di anoressia nervosa).

Francesco invece era veramente felice ma non sembrava percepire nulla di ciò che tormentava sua moglie, nei confronti delle sofferenze di Sissi si limitava a scusare e a difendere sua madre Sofia. Francesco amava la moglie, ma non la capiva affatto. L'amore per la natura era probabilmente uno dei pochi interessi che Elisabetta e Francesco avevano in comune.

Le fughe frutto di tristezza e depressione vengono usate nel film per creare una storia ricca di buoni sentimenti e romanticismo e vengono collocate in situazioni differenti rispetto alla realtà. Per esempio quando, nel film, sottraggono a Elisabetta la prima figlia per farla educare dalla suocera, lei esplode e ritorna nella sua casa in Baviera. Il rancore però svanisce rapidamente, Francesco Giuseppe comprende i sentimenti della moglie, la raggiunge in Baviera, le promette che tutto andrà bene e la riconduce a Vienna.
 
 
In realtà le fughe di Elisabetta iniziarono più tardi e per motivi diversi. A quel tempo era ancora troppo debole nei confronti della suocera e il marito fece di tutto per farle accettare l'ambiente ostile della corte.
 
La nascita della prima figlia rappresentò invece forse l'unico momento di vera felicità nella vita matrimoniale tra Sissi e Francesco, ma fu un momento che durò poco. Quando Elisabetta chiese a Francesco di poter stare di più con le figlie fu invece Sofia che minacciò di andarsene dalla corte. La lotta tra Elisabetta e Sofia per l'educazione dei figli continuò ancora per parecchio tempo fu Elisabetta a cedere lasciando il campo alla suocera.
Il suo cedimento in realtà avvenne dopo molte lotte, alcune delle quali anche vinte, a causa di un evento che la segnò molto. Inizialmente riuscì ad ottenere che le figlie accompagnassero lei e l'imperatore in alcuni dei loro viaggi di Stato ma durante  il viaggio nelle province ungheresi, la piccola Sofia si ammalò. La diciannovenne imperatrice vegliò per undici ore sulla figlia, che spirò il 19 maggio 1857. Quando tornarono a Vienna, Elisabetta si chiuse in sé stessa e nella propria solitudine, rifiutando di mangiare e di apparire in pubblico. L'imperatrice, che aveva insistito per ottenere la presenza delle bambine durante il viaggio, rinunciò al suo ruolo di madre, ritenendosi colpevole della morte della figlia, e affidò Gisella all'educazione della nonna.
 
Nel film il processo che porta all'incoronazione è descritto come il risultato del fascino esercitato da Elisabetta sui capi dei rivoltosi ungheresi che convinse ad accettare questo tipo di riconciliazione con l'Austria, osteggiata da Sofia ma supportata da Francesco.

Anche qui la realtà fu molto diversa. Tra il matrimonio e l'incoronazione passano 14 anni, nei quali Elisabetta cambiò profondamente. Era diventata una donna matura di 30 anni, bellissima e con un carattere talmente forte da dominare ormai il marito e da poter ottenere praticamente tutto quello che voleva.Tutte le battaglie piccole e grandi che affrontò la fecero diventare dura, a volte anche egoista, ma solo così riuscì a sopravvivere alle oppressioni.
 
La sua amicizia, che molti ipotizzano fosse amore, con il capo dei ribelli ungheresi Andrassy la fecero diventare un alleato sicuro e affidabile per il movimento autonomista che si fece sempre più forte in Ungheria.
 
Dovette affrontare molte resistenze non solo quelle della suocera, lo stesso Francesco Giuseppe non era molto convinto, ma alla fine dovette cedere perché la situazione politica in Ungheria era diventata molto irruente e pericolosa. Elisabetta aveva, in tutto questo, un ruolo molto attivo e importante: usò tutti i mezzi che aveva ormai a disposizione, da una febbrile diplomazia segreta in cui sfruttava tutte le sue numerose amicizie alla grande popolarità di cui godeva in Ungheria, per favorire gli ungheresi e per imporre a Francesco la sua volontà che, non a caso, era anche quella di Andrassy.
 
Come la prima parte anche questa seconda finisce con una scena madre, la splendida cerimonia dell'incoronazione di Francesco e Elisabetta come re e regina dell'Ungheria. Del resto è pur sempre un film dai tratti romantici che quindi si deve concludere con il caro vecchio "...e vissero tutti felici e contenti".
 
A presto con il terzo e ultimo film: Sissi, il destino di un'imperatrice.

venerdì 18 novembre 2011

Elisabetta d'Austria _Sissi_

Dall'apertura del blog vi ho parlato di tanti libri e tanti film ambientati soprattutto nell' 800 ma non vi ho mai detto cosa da piccola ha fatto nascere in me la passione per la storia...

...un film, o meglio una trilogia di film, forse le pellicole che seguono meno fedelmente in assoluto le vere vicende, ma a quel tempo ero troppo piccola per saperlo. Sono dovuti passare molti anni perchè mi rendessi conto che quella storia fatta di abiti sontuosi, amore incondizionato e buoni sentimenti non è mai esistita.

La trilogia di film di cui vi ho parlato è quella che vede come protagonista la bellissima Romy Schneider:
  • La principessa Sissi (titolo originale: Sissi), 1955
  • Sissi, la giovane imperatrice (titolo originale: Sissi - die junge Kaiserin), 1956
  • Sissi, il destino di un'imperatrice (titolo originale: Sissi - Schicksalsjahre einer Kaiserin), 1958

Personaggio che tutti hanno amato tranne forse la sola protagonista che per tutta la vita è rimasta nell'immaginario collettivo Sissi.

La Schneider dopo l'incredibile successo della trilogia rifiutò infatti la proposta del regista di girare la quarta parte, più tardi confesserà a Karlheinz Böhm, l'attore che interpretava il ruolo di Francesco Giuseppe e con cui rimase sempre in amicizia, di vergognarsi profondamente dei film girati in quel periodo. In una intervista pubblicata in Italia su "Repubblica", Böhm ha anche aggiunto di ritenere che questa insoddisfazione di fondo sia diventata con il tempo un peso per l'attrice e che abbia contribuito (insieme ad altri fattori molto più determinanti) a condurla all'alcolismo e alla depressione che l'afflissero nell'ultimo periodo della sua vita, prima della tragica fine a soli 44 anni.

Lo stesso Böhm  non amava questo ruolo e anche lui cercò di scrollarsi di dosso quell'immagine, con più successo.

Iniziamo con il primo film: La principessa Sissi.

Questa pellicola ci presenta la famiglia di Sissi e la sua amata terra la Baviera, prosegue con il racconto dell'incontro con l'imperatore Francesco Giuseppe a Bad Ischl, il fidanzamento e infine il matrimonio a Vienna ad appena 16 anni.

Partendo dal principio il primo errore nella pellicola viene fatto nella descrizione della famiglia: i genitori si amano incondizionatamente e difendono orgogliosamente il loro amore e il loro stile di vita poco aristocratico anche di fronte agli sguardi critici della corte di Vienna poco entusiasta dalla  parentela bavarese.

La realtà era però ben diversa, il duca Max e la duchessa Ludovica si erano piegati ad un matrimonio combinato (tipico dell'epoca). Costretti a sposarsi il duca disse apertamente alla consorte che l'avrebbe sposata solo per paura della famiglia.

Max non era quindi l'uomo dolce ed amorevole del film e più di una volta Elisabetta sentì dalla bocca della madre la frase amara: "Quando si è sposati, ci si sente abbandonati".

Il duca aveva numerosi figli illegittimi che amava al pari dei figli avuti con Ludovica, se non di più, e di certo non ne faceva mistero, infatti non pranzava mai con il resto della famiglia ma nelle sue stanze con le figlie illegittime.

A Bad Ischl Ludovica e Sofia, madri dei futuri sposi, avevano programmato l'incontro tra Francesco Giuseppe e Elena, la sorella maggiore di Elisabetta (più colta, più matura e secondo tutti anche più bella), e il loro fidanzamento. Secondo il film Elisabetta andò con la sorella e la madre a causa di una decisione astuta di Ludovica che così voleva dare al viaggio un'immagine più "innocente", meno interessata.

In verità in quel periodo Elisabetta era disperata e piangeva per la perdita del suo primo grande amore, un giovane conte ritenuto indegno e mandato via dalla famiglia di Sissi. Il giovane, poco dopo, morì per una malattia. Di conseguenza Sissi era caduta in una profonda depressione e, facendola partecipare al viaggio, la madre voleva tirarla su di morale, farla uscire dalla malinconia.

Da qui in poi il film fantastica sul casuale incontro fra Sissi e Francesco Giuseppe e sul loro primo appuntamento segreto durante il quale la giovane, non sapendo chi ha davanti, incanta l'imperatore.

Tutto ciò viene fatto nel film probabilmente per giustificare che la scelta dell'imperatore ricadde su Sissi e non su Elena, altrimenti nel film avrebbero dovuto far cadere dal pero la Schneider e probabilmente non sarebbe stato molto carino.

Nella realtà a causa della sua ingenuità, dovuta anche alla giovane età e all'inesperienza, Sissi non capì nemmeno cosa stava succedendo quando Francesco le consegnò le rose rosse del fidanzamento.
Anche il senso di colpa che Elisabetta avrebbe avuto nei confronti di sua sorella è una invenzione senza il minimo riscontro nella realtà. Elena fu, fin dall'inizio, quella che diede il conforto maggiore a Sissi, che era invece terribilmente scossa da contrastanti emozioni e cupi presentimenti.

Il film ha anche molto ricamato sulla presunta ostilità dell'arciduchessa Sofia nei confronti di Sissi, in realtà era solo molto preoccupata non soltanto per la giovane età della ragazza ma anche per il suo carattere troppo selvatico e indipendente. Rimase subito affascinata anche lei dalla particolarità di Elisabetta ed esistono lettere e testimonianze che attestano che provò subito simpatia nei suoi confronti.

Il film chiude, con un matrimonio sontuoso e una Sissi raggiante e visibilmente innamorata.

In realtà i dubbi di Sissi e la sua paura della corte di Vienna si erano, nel frattempo, molto concretizzate e addensate. Quando arrivò a Vienna Sissi era esausta, il suo stato era peggiorato di giorno in giorno. Quando la sua carrozza vetrata attraversò Vienna tutti potevano osservare una Sissi che singhiozzava e piangeva accanto a una madre pallida e preoccupata.
Il matrimonio fu comunque davvero sontuoso, la monarchia non aveva badato a spese per renderlo una festa grandiosa per tutto il paese e l'entusiasmo del popolo per la nuova giovanissima regina era veramente sentito.
Anche la vita di corte non era esattamente quella descritta (a quel tempo era in uso il rigido cerimoniale di corte spagnolo), il mattino dopo il matrimonio Elisabetta capì perfettamente i protocolli di corte ed il fatto che sarebbe stata costantemente osservata.
Subito dopo la prima colazione venne infatti sottoposta ad una specie di interrogatorio su quello che era successo la prima notte, cioè niente. E un ora dopo lo sapeva tutta la corte. La stessa procedura il secondo giorno. Solo il terzo giorno la corte venne a sapere della felice notizia, una umiliazione che Sissi raccontò amareggiata ancora anni dopo ai suoi figli.
Privata dei suoi affetti e delle sue abitudini e sradicata dalla terra che amava, Elisabetta cadde presto malata, accusando per molti mesi una tosse continua e stati di ansia, dovuti a turbamenti di origine psichica.
Elisabetta veniva criticata da tutta la corte per i suoi natali umili, per la sua scarsa educazione e per la sua inesistente attinenza alla vita di società, critiche che contribuivano a far nascere in se tristezza e disagio. Tutto ciò non viene rappresentato nella trasposizione cinematografica probabilmente per non distruggere la visione fiabesca che fa da filo conduttore nella pellicola.

Per ora vi lascio dedicherò il prossimo post al secondo film: Sissi la giovane imperatrice ed alle varie inesattezze storiche...

martedì 15 novembre 2011

Shakespeare drammaturgo geniale o grande inganno?

Il 18 novembre uscirà nelle sale il film Anonymous di Roland Emmerich, basato sulla controversia dell'attribuzione delle opere di Shakespeare, secondo la quale le opere del drammaturgo sarebbero in realtà state scritte da un aristocratico elisabettiano, Edward de Vere, diciassettesimo conte di Oxford. Il film parla della vita di Edward de Vere dalla sua infanzia fino alla vecchiaia.

Edward de Vere è un bambino prodigio nel campo della letteratura e figlio illegittimo della regina Elisabetta I. Il ragazzo viene cresciuto da William Cecil, primo consigliere della regina, e ignora di essere il figlio della sovrana. Durante l'adolescenza il suo genio poetico seduce la madre e i due finiscono per diventare amanti. Nonostante la stima che la madre ripone nei suoi confronti, le opere di Edward non vengono mai pubblicate, dal momento che viene sempre ostacolato dalla censura dei potenti burocrati di corte. Nonostante ciò, verso la fine dell'età elisabettiana, Edward trova un modo per mettere in atto le sue opere: attribuisce tutto il suo lavoro ad un sempliciotto di nome William Shakespeare che diventa così il suo "frontman" segreto.
A far da cornice a questa vicenda vediamo gli intrighi che ci furono tra la famiglia Tudor e la famiglia Cecil per decidere il successore della regina Elisabetta I.

Sono numerosi quelli che dubitano della paternità delle opere di Shakespeare, o addirittura della stessa esistenza dello scrittore, nato nel 1564 e morto nel 1616.

In passato, a causa della scarsità di notizie sulla sua vita e la sua istruzione, sono stati avanzati diversi dubbi sull'identità del drammaturgo. Come autori delle opere sono stati citati nomi come:
  • Edward de Vere, 17º conte di Oxford, colto nobiluomo della corte elisabettiana che avrebbe potuto continuare la propria giovanile attività poetica sotto uno pseudonimo per motivi di decoro. I sostenitori di questa ipotesi prendono il nome di oxfordiani; essendo de Vere morto nel 1604, essi assumono estremi di composizione delle opere differenti rispetto alla cronologia stratfordiana.
  • William Stanley, sesto Conte di Derby, genero di Edward de Vere.
  • Francesco Bacone, celebre filosofo e scrittore, che avrebbe scritto le opere teatrali sotto uno pseudonimo.

  • Christopher Marlowe, altro autore teatrale che non sarebbe morto nel 1593 come si ritiene, ma avrebbe svolto attività di spionaggio per la corona e avrebbe continuato la propria attività letteraria con un falso nome.

  • Ben Jonson

  • Thomas Middleton
  • sir Walter Raleigh, forse in collaborazione con Francis Bacon
  • Mary Sidney contessa di Pembroke
  • e la stessa regina Elisabetta I.
In realtà da ragazzo Shakespeare aveva frequentato la Grammar School, sapeva almeno leggere il latino e inoltre avrebbe potuto conoscere qualcosa del mondo romano attraverso le traduzioni dei classici; un po' di francese lo aveva forse appreso dalla famiglia di rifugiati presso la quale aveva abitato, e le maniere dell'alta società avrebbe potuto impararle dal Conte di Southampton oppure facendo ricorso alla sua intelligenza pronta e duttile. I più recenti studi shakespeariani hanno affermano ormai senza alcun dubbio che lo Shakespeare nato a Stratford on Avon è l'autore materiale delle opere che gli furono attribuite.

Vi lascio con un'ultima piccola curiosità simpatica, che forse non tutti sanno: il nome della moglie di Shakespeare era Anne Hathaway (di otto anni più anziana di lui, che sposò il 27 novembre 1582, all'età di diciotto anni).
Si potrebbe quindi dire che l'attrice sua omonima dei giorni nostri fosse una predestinata alla fama...